
Costellazioni dell’immaginazione
Punti luminosi e traiettorie sinuose animano un fondo blu profondo. La scena suggerisce un dialogo con le “Costellazioni”, la serie di ventitré opere che Miró realizza tra il 1940 e il 1941. Iniziate in Normandia e proseguite durante il ritorno in Spagna, queste composizioni intrecciano segni celesti e figure fantastiche. Nel contesto della guerra, la loro elaborazione offre all’artista uno spazio di concentrazione e libertà interiore. Qui quel mondo raccolto sulla carta sembra espandersi, avvolgendo il visitatore in una trama di luci e relazioni.
Riferimento: MoMA.

La Luna e l’alfabeto del cielo
Una grande falce azzurra abita lo spazio notturno, accanto a piccoli astri e a un occhio luminoso. Il cielo appartiene al repertorio di segni che Miró elabora dagli anni Venti e consolida nei primi anni Quaranta. Stelle, figure e presenze animali entrano in un linguaggio personale, capace di collegare il mondo terrestre a quello cosmico. La scena invita a riconoscere questi elementi e a seguirne le libere associazioni: la luna diventa una presenza vicina, mentre lo spazio sembra perdere ogni distanza misurabile.
Riferimento: Fundació Joan Miró.

Abitare l’universo di Miró
Lune, stelle e nuclei di colore compongono un universo attraversato da grandi linee nere. Il richiamo alle “Costellazioni” del 1940–1941 riguarda soprattutto l’intreccio dei segni: ogni elemento sembra entrare in relazione con gli altri, creando una continuità tra figure e spazio. Nelle piccole composizioni di quella serie, Miró concentra una sorprendente sensazione di vastità. Questa scena ne propone una possibile traduzione immersiva: lo sguardo può muoversi tra le forme come dentro una mappa celeste, scoprendo percorsi che cambiano a ogni osservazione.
Riferimento: MoMA.




